Il 23 marzo 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 la Legge 11 marzo 2026, n. 34, meglio nota come Legge Annuale PMI 2026. Entrata in vigore il 7 aprile 2026, rappresenta il primo adempimento concreto dell’obbligo, dedicato alle micro, piccole e medie imprese, previsto dall’articolo 18 della Legge 180/2011 (Statuto delle Imprese). Un impianto strutturato in sei capi tematici: aggregazioni e continuità aziendale, accesso al credito, semplificazioni, trasparenza digitale, settore Horeca e deleghe al Governo.

In questo articolo analizziamo le misure operative attive da subito e quelle in arrivo con i decreti attuativi, con un focus pratico per titolari di PMI e professionisti.

 

1. Staffetta generazionale

Part-time incentivato per prossimi pensionati con obbligo di assunzione under 35

2. Reti d’impresa

Sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti in programmi comuni fino a 1M€ annuo

3. Cartolarizzazione del magazzino

Le scorte aziendali diventano base per raccogliere liquidità: prima volta in Italia

4. Smart working e sicurezza

Informativa scritta annuale obbligatoria per tutti i datori di lavoro, sanzioni fino a 5.200€

5. Artigianato protetto

Vietato usare “artigianale” in pubblicità senza iscrizione all’albo. Sanzione fino all’1% del fatturato

6. Continuità aziendale e Made in Italy

Fondo per la salvaguardia occupazionale esteso alle acquisizioni di imprese in crisi con marchi storici

Staffetta generazionale: part-time incentivato con assunzione under 35

Una delle misure più attese per le piccole imprese è il meccanismo di staffetta generazionale, introdotto in via sperimentale per il biennio 2026-2027. L’obiettivo è duplice: accompagnare verso la pensione i lavoratori più anziani riducendo il costo per l’impresa, e favorire contestualmente l’ingresso di giovani nel mercato del lavoro a tempo indeterminato.

Come funziona la staffetta generazionale

dipendenti a tempo pieno e indeterminato di aziende con meno di 50 dipendenti che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata entro il 1° gennaio 2028 possono ridurre volontariamente il proprio orario di lavoro al 25% o al 50% dell’orario ordinario.

In cambio, il datore di lavoro ottiene un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui per ogni rapporto di lavoro trasformato, e il lavoratore mantiene la contribuzione figurativa fino al raggiungimento del requisito pensionistico pieno. La contropartita per l’impresa è obbligatoria: deve assumere contestualmente un lavoratore under 34 a tempo pieno e indeterminato.

Requisiti in sintesi — Staffetta generazionale
Condizione Dettaglio
Dimensione aziendale Meno di 50 dipendenti
Lavoratore uscente Dipendente a tempo pieno e indeterminato, pensionabile entro il 1° gennaio 2028
Riduzione orario Volontaria al 25% o al 50% dell’orario ordinario
Beneficio per l’impresa Esonero contributivo fino a 3.000€/anno per rapporto trasformato
Beneficio per il lavoratore Contribuzione figurativa garantita fino al pensionamento
Obbligo per il datore Assunzione contestuale di un under 34 a tempo pieno e indeterminato
Plafond complessivo 8,7 milioni di euro per il biennio 2026-2027
Numero massimo lavoratori 1.000 complessivi sull’intero territorio nazionale

Reti d’impresa: sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti

Per le imprese che operano in rete, la Legge Annuale PMI 2026 reintroduce un regime fiscale di favore: la sospensione d’imposta sugli utili accantonati al fondo patrimoniale comune del contratto di rete, destinati alla realizzazione di investimenti nell’ambito del programma comune.

Come funziona l’agevolazione per le reti d’impresa

La quota di utili accantonata non concorre alla formazione del reddito imponibile per i periodi d’imposta 2026, 2027 e 2028, fino a un massimo di 1.000.000 di euro annui per impresa. L’agevolazione è subordinata a tre condizioni cumulative:

1. Accantonamento degli utili a una specifica riserva di bilancio, con vincolo di destinazione al programma di rete.
2. Realizzazione degli investimenti entro l’esercizio successivo all’accantonamento, previa asseverazione da parte di organismi autorizzati.
3. Permanenza nel contratto di rete per tutta la durata del beneficio.

⚠ Cause di decadenza dell’agevolazione

L’agevolazione decade se la riserva viene utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di bilancio, o se l’impresa abbandona il contratto di rete prima della scadenza prevista. Il beneficio è inoltre subordinato all’autorizzazione della Commissione europea (aiuti di Stato). Le modalità operative saranno definite con decreto MIMIT/MEF entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Cartolarizzazione del magazzino: novità assoluta per il sistema italiano

Tra le misure più innovative sul piano finanziario, la cartolarizzazione del magazzino (art. 8) rappresenta una novità assoluta per l’ordinamento italiano. La legge modifica la disciplina della cartolarizzazione contenuta nella Legge 130/1999, allargando il cosiddetto patrimonio separato — il patrimonio a garanzia dell’operazione finanziaria — non solo ai crediti, ma anche ai diritti e ai beni a essi collegati, inclusi i prodotti derivanti dalla loro trasformazione o combinazione.

Cosa si può cartolarizzare e come funziona

In termini pratici, scorte di vino, formaggi stagionati, semilavorati e altri prodotti presenti nei magazzini aziendali potranno essere utilizzati come base per strutturare operazioni di raccolta di capitali, trasformando il valore immobilizzato nelle scorte in liquidità immediata. Lo strumento è accessibile alle PMI non finanziarie e può essere utilizzato anche per cartolarizzare crediti ordinari, aprendo nuove possibilità di accesso al credito alternative al canale bancario tradizionale.

Smart working e sicurezza: informativa annuale obbligatoria per tutti i datori di lavoro

Una delle novità con le ricadute più ampie dell’intera legge riguarda il lavoro agile. L’art. 11 della Legge 34/2026 introduce il comma 7-bis all’art. 3 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), ridefinendo le modalità con cui il datore di lavoro assolve agli obblighi di sicurezza per i lavoratori in smart working.

L’obbligo di informativa scritta annuale

Dal 7 aprile 2026, il datore di lavoro assolve a tutti gli obblighi di sicurezza — inclusi quelli relativi ai videoterminali — mediante la consegna al lavoratore e al RLS di un’informativa scritta annuale che individua i rischi generali e specifici connessi alla prestazione lavorativa svolta fuori dalla sede aziendale.

5.200€sanzione massima
La mancata consegna dell’informativa è ora sanzionata penalmente. La norma si applica a tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalle dimensioni aziendali: micro imprese con 2 dipendenti e grandi gruppi sono soggetti allo stesso obbligo.

Parallelamente, la legge prevede che l’INAIL elabori entro 120 giorni modelli semplificati di organizzazione e gestione adottabili dalle micro e piccole imprese, calibrati per dimensione e settore produttivo. L’art. 10 introduce inoltre modelli semplificati specifici per la formazione dei lavoratori in cassa integrazione.

Cosa deve contenere l’informativa

La legge non specifica in modo prescrittivo i contenuti minimi dell’informativa, ma il testo normativo richiede che il documento individui i rischi generali (ergonomia della postazione, rischi elettrici, microclima) e i rischi specifici connessi alla specifica prestazione fuori sede del lavoratore. Si raccomanda di integrare l’informativa con riferimenti al tipo di strumentazione utilizzata, agli spazi di lavoro e alle fasce orarie abituali della prestazione.

Artigianato: il termine ``artigianale`` diventa tutelato per legge

Una misura già operativa dal 7 aprile 2026 — e che non richiede decreti attuativi — riguarda la tutela del termine “artigianale” nella comunicazione commerciale. La legge introduce un divieto esplicito di utilizzare il termine nella pubblicità per:

a) Le imprese non iscritte all’albo provinciale delle imprese artigiane.
b) Le imprese che non realizzano direttamente i prodotti venduti come “artigianali”.

Sanzione per uso illecito del termine “artigianale”

La violazione è punita con una sanzione amministrativa fino all’1% del fatturato annuo, con un importo minimo di 25.000 euro. La sanzione si applica a ogni singola azione pubblicitaria contestata e può essere cumulata. L’autorità competente è l’AGCM in coordinamento con le Camere di Commercio e le associazioni di categoria dell’artigianato.

Questa misura è particolarmente rilevante per il settore alimentare, della moda e dell’arredo, dove l’uso improprio o evocativo del termine “artigianale” è diffuso nella comunicazione marketing. Si consiglia una revisione immediata di tutti i materiali pubblicitari, siti web, etichette e claim commerciali.

Continuità aziendale e marchi storici del Made in Italy

L’art. 2 della legge modifica il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa, estendendo l’accesso alle operazioni di acquisizione di imprese in crisi da parte di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale operanti nello stesso settore merceologico.

Il requisito minimo per accedere al fondo è di 20 dipendenti. La doppia condizione — marchio storico sia per il cedente che per l’acquirente, settore omogeneo — punta a garantire la continuità produttiva nelle filiere del Made in Italy più esposte alle crisi aziendali, come moda, lusso, alimentare e meccanica di precisione.

 

Le deleghe che arriveranno con i decreti attuativi

Non tutte le misure della Legge Annuale PMI 2026 sono immediatamente operative. Alcune delle riforme strutturali più attese sono contenute in deleghe al Governo che richiederanno decreti legislativi attuativi nei mesi successivi.

Misura in delega Articolo Termine delega Contenuto principale
Riforma dei Confidi Art. 7 12 mesi Revisione requisiti albo ex art. 106 TUB, aggregazioni tra consorzi, apertura a soggetti non PMI, ampliamento attività verso la consulenza
Centrali consortili Art. 4 12 mesi Nuovi enti mutualistici vigilati MIMIT per coordinare consorzi di filiera (min. 5 consorzi in min. 3 regioni con min. 10 consorziati ciascuno)
Riordino dell’Artigianato Art. 15 9 mesi Aggiornamento normativa ferma al 1985: valorizzazione dell’imprenditore artigiano, trasmissione intergenerazionale, aggregazioni
Testo unico Startup e PMI innovative Non spec. Non specificato Razionalizzazione del quadro normativo stratificato in tredici anni dal primo Startup Act del 2012

 

 

Domande (FAQ) sulla Legge Annuale PMI 2026

Quando entra in vigore la Legge Annuale PMI 2026?
La Legge 11 marzo 2026, n. 34 (Legge Annuale PMI) è entrata in vigore il 7 aprile 2026, il sedicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026. Alcune misure, come le deleghe al Governo su Confidi e Artigianato, richiederanno decreti attuativi nei mesi successivi.

Cosa prevede la staffetta generazionale della Legge PMI 2026?
La staffetta generazionale consente ai dipendenti a tempo pieno e indeterminato di imprese con meno di 50 addetti, che maturano il diritto alla pensione entro il 1° gennaio 2028, di ridurre volontariamente l’orario al 25% o al 50%. Il datore di lavoro riceve un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui e deve assumere contestualmente un under 34 a tempo pieno e indeterminato. Il meccanismo è sperimentale per il biennio 2026-2027, con un plafond di 8,7 milioni di euro e un limite di 1.000 lavoratori complessivi.
Cosa si intende per cartolarizzazione del magazzino e chi può utilizzarla?
La cartolarizzazione del magazzino è uno strumento finanziario introdotto per la prima volta in Italia dalla Legge 34/2026 (art. 8). Consente alle PMI non finanziarie di utilizzare le proprie scorte — vino, formaggi stagionati, semilavorati, materie prime — come base per strutturare operazioni di raccolta di capitali, trasformando il valore immobilizzato nelle scorte in liquidità immediata. Lo strumento modifica la disciplina della cartolarizzazione (L. 130/1999) estendendo il patrimonio separato ai beni fisici oltre che ai crediti.
Gli obblighi di sicurezza per lo smart working si applicano anche alle piccole imprese?
Sì. Il nuovo art. 3, comma 7-bis del D.Lgs. 81/2008, introdotto dall’art. 11 della Legge Annuale PMI 2026, si applica a tutti i datori di lavoro indipendentemente dalle dimensioni aziendali. L’obbligo consiste nella consegna annuale al lavoratore e al RLS di un’informativa scritta sui rischi generali e specifici connessi alla prestazione lavorativa fuori sede. La mancata consegna è sanzionata penalmente fino a 5.200 euro.
Un’impresa non artigiana può usare il termine “artigianale” nella pubblicità?
No. Dal 7 aprile 2026 è esplicitamente vietato usare il termine “artigianale” nella pubblicità per le imprese non iscritte all’albo provinciale delle imprese artigiane o che non realizzano direttamente i prodotti. La sanzione amministrativa può arrivare fino all’1% del fatturato annuo, con un importo minimo di 25.000 euro per violazione.
Quando arriveranno i decreti attuativi sulla riforma dei Confidi e dell’Artigianato?
La legge prevede deleghe al Governo con scadenze differenziate: 12 mesi per la riforma dei Confidi (art. 7) e per le centrali consortili (art. 4), 9 mesi per il riordino della normativa sull’Artigianato (art. 15). I decreti legislativi attuativi dovranno essere emanati entro questi termini dal Consiglio dei Ministri.

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